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Sergei Grinko A/W 2013 2014: Anatomically Correct

5 Mar

Sergei Grinko "Anatomically Correct" A/W 2013 2014 MilanoAnatomically Correct di Sergei Grinko sfila davanti ai miei occhi ed il mondo prende a vorticare. E’ eleganza e bellezza. E’ lusso e opulenza, è l’imperfezione umana ed il sogno che si fa tessuto, moda e colore. E’ semplicemente Sergei Grinko, e la sua incredibile collezione per l’autunno-inverno 2013 2014.

Sergei Grinko "Anatomically Correct" A/W 2013 2014 Milano

Alle sfilate milanesi si arriva in taxi, sui tacchi alti e con gli occhiali da sole. Io arrivo direttamente da Narnia, in treno, con l’ombrello e le Dr Martens. Ci arrivo presto e con il cuore in gola. Con le tasche piene di caramelle ed aspettative.

Sergei Grinko "Anatomically Correct" A/W 2013 2014 Milano

C’è chi dice che nella vita sia meglio non crearsi aspettative, vivere nell’ombra e lasciarsi sorprendere. Io invece amo avere aspettative. L’attesa è la parte migliore della vita: costruire castelli in aria, sognare e sorprendersi nella sorpresa.

Sergei Grinko "Anatomically Correct" A/W 2013 2014 Milano

Ed è su questo che si basa il mio amore per il lavoro di Sergei Grinko: so perfettamente che le sue mani hanno creato meraviglie ancora prima di averle viste. Perchè Sergei Grinko ha il potere di dare vita alla stoffa e renderla unica, renderla una ragione di vita, qualcosa per la quale valga la pena piangere.

Sergei Grinko "Anatomically Correct" A/W 2013 2014 Milano

Per questo è inutile dirvi che anche questa volta ho pianto, soprattutto guardando l’emozione di Filippo, dall’altra parte della sala. Piangere è liberazione, ed è una vera gioia liberare le sensazioni, liberare l’essenza della moda e lasciarla scorrere sul proprio viso insieme a quella delle persone che hanno lavorato con intensità ed amore ad un progetto tanto ambizioso quanto vero.

Sergei Grinko "Anatomically Correct" A/W 2013 2014 Milano

Anatomically Correct è una collezione elegante e coinvolgente, diversa da quanto sia mai stato fatto, ma profondamente legata allo stile intenso, femminile e strutturato di Sergei Grinko. L’ispirazione è l'”imperfezione”, l’opporsi dello stilista ai canoni proposti dai media, che con questa collezione preferisce celebrare ed innalzare l’unicità di ogni donna, ma anche forma animale o vegetale.

Sergei Grinko "Anatomically Correct" A/W 2013 2014 Milano

L’unicità della natura viene in questo modo trasformata dallo Stilista russo, ma italiano di adozione, in un trionfo di stampe su lana, seta e pashmina, ma anche applicazioni in pelliccia e dettagli gioiello che impreziosiscono i modelli d’ispirazione ’70s, che ci restituiscono un insieme futuristico e strutturato, marchio di fabbrica di Sergei Grinko.

Sergei Grinko "Anatomically Correct" A/W 2013 2014 Milano

La palette cromatica della collezion A/W 2013 2014 passa dal bianco al prugna passando per pesca e cipria, colori sofisticati che io mio diverto a chiamare “color malattia” perchè rappresentano classe ed eleganza innata e valorizzano le donne più chic e sofisticate, rendendo invece scialbe le donne “qualunque”, quelle che non hanno il coraggio di abbandonarsi alla forza dello stile.

Sergei Grinko "Anatomically Correct" A/W 2013 2014 Milano

L’eleganza degli abiti è resa unica da gioielli d’ispirazione tribale, borse e pochette come sempre nate dal lavoro di Erika Regondi e da un’esclusiva capsule collection di scarpe firmata Mario Valentino for Sergei Grinko.  Come sapete sono una fan assoluta del colpo di fulmine, e in questo caso le frecce del cupido milanese mi hanno colpita senza pietà al cospetto degli eleganti elmetti alla cavallerizza, in stile Audrey Hepburn, alla splendida cappa di pelliccia color cipria stretta in vita da una cintura, ma anche e soprattutto innanzi ai lunghi abiti fluttuanti con stampe astratte di unicorni ripetuti all’infinito: creature magiche che nella propria maestosa unicità perdono dimensione e ne acquistano una nuova, più morbida e viva. Eterna.

Sergei Grinko "Anatomically Correct" A/W 2013 2014 Milano

La forza di questa collezione è la sua “pulizia”, abbinata al sogno. Nonostante lo stile estremamente elegante ed i dettagli ultra moderni e preziosi, Anatomically Correct conserva uno stile pulito che ogni donna amerebbe sognare, amare, indossare. Per questo, io che sono esattamente ogni donna, ogni donna là fuori con scarpe robuste per affrontare la neve e con i capelli crespi il 99% delle volte, amo sognare, abbandonarmi e desiderare. Appoggiandomi sul cuore ogni sfumatura di “color malattia”, che irrimediabilmente si trasforma in “color me”.

Sergei Grinko "Anatomically Correct" A/W 2013 2014 Milano

Per questo amo piangere alle sfilate di Sergei Grinko, e lo farò sempre, settimana della moda, dopo settimana della moda. Anche se lo so, un giorno arriverò anche io a Palazzo Clerici in Taxi, su tacchi alti e con gli occhiali da sole. Ma le mie tasche saranno sempre piene di caramelle ed aspettative. Aspettative pirotecniche rese stoffa e lacrime di gioia da lui, da Sergei Grinko, lo stilista del mio cuore.

Sergei Grinko "Anatomically Correct" A/W 2013 2014 Milano

Ovviamente voi sapete che io e la macchina fotografica siamo due mondi a parte.  Pertanto, cliccate qui e godetevi ogni singolo look Anatomically Correct. Poi, scrivetemi. Ditemi che ho ragione.

Rapsodia di primavera: Sergei Grinko SS2013

4 Ott

Vi siete mai sentiti paralizzati dalla bellezza? Sono una persona che vive di emozioni, arrossisce in fretta e spesso annega nella gioia. Per questo, per quanto mi riguarda, assistere ad una sfilata firmata Sergei Grinko equivale ad arrendersi alla bellezza. Arrendersi alla primavera e rimanere  beatamente paralizzati nella consapevolezza che la moda è qualcosa di immenso, qualcosa che va aldilà delle pose e della ragione, qualcosa che irrimediabilmente ti cambia e ti rende migliore.

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Per questo per me negli ultimi giorni, scrivere è stata un’operazione delicatissima comprendente crogiolamento spinto e sedimentazione emozionale, ridarella adolescenziale e soprattutto sindrome da foglio bianco. Così, tra un sospiro e l’altro ho provato a ricompormi cercando di tenere a bada il mio cuore impazzito di gioia, nel tentativo di vedere Solaris più da vicino, nel suo chiaro esempio di moda intelligente, accattivante e coinvolgente che da sempre caratterizza il lavoro dello stilista russo che qualche mese fa mi ha letteralmente fatto perdere la testa (e in un paio di occasioni, anche il sonno!).

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L’opera di Sergei Grinko per la prossima primavera-estate 2013 comprende un vasto range di capi strutturati, ma anche romantici e fluttuanti quanto di linea essenziale ed estremamente elegante. La collezione è ispirata al romanzo Solaris  di Stanislaw Lem, che narra il profondo legame tra uomo e natura. In questo senso l’intera collezione, sul fil rouge dell’opera, si affaccia sull’immensità dello spazio passando per lo splendore della natura, comprendendo capi dall’allure futurista dai delicati colori pastello come rosa pesca, indaco, lavanda e verde chiarissimo accostati ad altri completamente bianchi o neri, impreziositi da dettagli gioiello e applicazioni di perle iridescenti.

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Con Solaris torna in scena la leggerezza della seta stampata, l’eleganza del pigiama palazzo e dei pantaloni a sigaretta, accostati a shorts, strascichi e tubini bon ton arricchiti da trasparenze: capi dedicati a una donna bella e sicura, che ama il lusso ma non lo ostenta perdendosi in inutili snobismi. Una donna che conosce se stessa e la primavera, e sa esattamente come vuole viverla.

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Ad arricchire la già ricca collezione, una linea di legwearing che riprende le delicate stampe degli abiti e una di borse e clutch d’impatto, ma anche grandi gioielli tridimensionali in metacrilato e polipropilene, vere e proprie sculture che definisco il look e lo proiettano nell’universo del bello.

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Ogni outfit proposto in occasione del fashion show milanese ha rappresentato per la sottoscritta un piccolo desiderio realizzato e trasformato in grandiosità: nulla era fuori posto o esagerato, ma semplicemente perfetto, come le prime mattine di primavera o il gelato alla fragola, come un pezzo dei Joy Division o una telefonata notturna.

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Per questo il mio cuore è ancora ballerino, a distanza di una settimana, per questo anche scrivere, che è l’unica cosa che mi riesce nella vita, mi risulta difficile oggi: perché l’opera di Sergei Grinko è un sogno che si avvera, è una rapsodia di primavera che esplode nel cielo e rischiara l’autunno. E se anche non dovesse mai capitarmi di indossare uno dei suoi splendidi abiti, io continuerò a goderne, paralizzata dalla bellezza ed entusiasta fino allo stremo, perché per me moda è emozione, sogno ed immensa gioia, e Sergei Grinko, credetemi, è questo, e molto, molto altro ancora.

 

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BACKSTAGE LIFE

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Vi piacciono le scarpe indossate dalle modelle in queste confusissime immagini? Fanno parte della Capsule Collection Sergei Grinko for Pakerson, se volete saperne di più cliccate qui.

Volete leggere la mia versione “ufficiale” sulla collezione? Leggete questo pezzo su Tgcom24!

NB le scarpe bicolor che compaiono nella parte iniziale del post sono di Asos, e sono mie!

Perdutamente innamorata di Sergei Grinko

1 Mar

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Mi sono innamorata. Lo dico senza giri di parole e con la consapevolezza di essere disarmata. Da ieri non parlo d’altro, da ieri sogno di di avvolgermi nei tessuti, di accarezzare il silicone, di svettare su quei tacchi affilati. Da ieri sogno di essere una donna Sergei Grinko, lo stilista russo che ha chiuso la mia micro-microscopica (e casuale) fashion week, e rapito il mio cuore, che come una delle mele che dà il nome alla collezione, è “caduto nel cielo”, sprofondando nel più alto dei sentimenti.

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Si, perchè la collezione, una collezione intelligente e viva come poche altre, si chiama “le mele che cadono nel cielo” ed è liberamente ispirata dalle teorie esoteriche del “trasferring reality” del fisico Vadim Zeland. Secondo queste teorie, ogni uomo ha la facoltà di incanalare le proprie energie definendo la realtà e attribuendole connotazioni specifiche e personali. In poche parole, secondo Zeland, ed anche il mio amatissimo Grinko dunque, ogni evento “naturale” può essere interpretato in infinite varianti a seconda dei soggetti, rappresentando gioia, ansia, dolore e quant’altro, ed in questo senso, la scelta rappresenta una netta linea di demarcazione tra l’evento in sé e le conseguenze da lui scaturite.

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Affascinato da questa teoria, ma anche dall’opera dell’artista Alexander Rodchenko, lo stilista russo ha creato splendi abiti caratterizzati da spesse linee di tessuto che ne dividono e sottolineano la silhouette, rappresentando un vero e proprio elemento di rottura ma anche di congiunzione tra tessuti, colori e e differenti texture. I capi di questa collezione sono irrimediabilmente dark e potenti: cuciti per una donna forte, artefice della propria vita, presente, passata e futura. I tagli sono rigorosi, ispirati agli austeri anni ’40, ed alternano rigidi cappotti con pelliccia a fluttuanti gonne di seta stampate e corpetti composti da piccole gocce di silicone scintillante.

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Esattamente come piace alla sottoscritta, quasi ogni capo è impreziosito da una miriade di piccoli ed estatici dettagli: cinture lucide disegnano il punto vita, grandi stole di pelo si appoggiano sulle spalle (mi hanno ricordato uno strepitoso modello firmato Elsa Schiaparelli esposto al Guggenheim di Bilbao), colletti a punta allungano il collo lambito da orecchini con stelle, mentre spille e bottoni gioiello non sono semplici complementi ma diventano veri e propri protagonisti del look.

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I tessuti sono preziosi: tripla seta stampata, mohair tricot e cashmere vengono declinati in colori vibranti e sorprendenti, come vinaccia, verde inglese e l’inedito “kurabo”, il blu denim giapponese. L’uso del colore mi ha conquistata: ho amato questo nuovo color block, ma anche e soprattutto, l’utilizzo del nero. Il non-colore per eccellenza, applicato ai modelli proposti da Grinko riusciva a vibrare, luminosissimo su quella passerella, e la mia anima gotica non ha potuto fare altro che abbassare la guardia e lasciarsi avvolgere da quell’incredibile atmosfera.

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La sfilata di Grinko per me non è stata infatti una mera esibizione, ma una vera e propria pioggia di arte, bellezza ed intelligenza. Dietro alla zazzera dello stilista si nasconde infatti un uomo acuto, aperto ed ispirato: l’intera collezione è stata infatti sviluppata con il supporto di diversi artisti, tra i quali sono obbligata a citare Marcello Gobbi, lo scultore che si è occupato della magia delle gocce di silicone, e che in buona parte è responsabile della mia, nuova di zecca, ossessione per il Grinko-concept.

Da non dimenticare: le incursioni celebri della mannequin Benedetta Barzini, bella, saggia ed espressiva come la vita stessa, e della modella alternativa (ha subito l’amputazione della gamba sinistra, e volteggia su tacchi 15 come una gazzella magica dell’aldilà) e cantante Viktoria Modesta, che ha incantato il pubblico cantando un motivo struggente con indosso uno degli abiti più belli che io abbia mai visto: di un nero abbagliante, che vi assicuro, indosserei al mio matrimonio.

Così, eccomi qui, di notte: spettinata ed insonne a sospirare sul sito di DonnaModerna, che ha pagato un fotografo e può fornire immagini nettamente migliori delle mie, che mi rendo conto, sono sfuocate e confusionarie. Semplicemente catturate con il cellulare nell’impeto della passione per questo Sergei Grinko, il cui nome potrebbe tranquillamente essere quello dell’eroe di uno di quei romanzi romantici che io divorerei come un pasticcino alla crema, lo stilista che ieri (o è già l’altro ieri?) ha fatto del mio cuore una mela sprofondata nel cielo, portandomi alle lacrime, per poi diventare il mio nuovo stilista preferito.